Counter-Couture: Handmade Fashion in an American Counterculture

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"Counter-Couture Handmade Fashion in an American Counterculture", MAD, New York 2017

Il Museum of Arts and Design (MAD) di New York presenta “Counter-Couture: Handmade Fashion in an American Counterculture”, in mostra fino al 20 agosto.
La mostra riunisce oltre due dozzine di artisti che lavorarono negli anni sessanta e settanta, e che hanno combattuto per il cambiamento sociale cucendo, ricamando, trapuntando e colorando la loro identità

“Questa è la nostra prima stagione interamente dedicata a uno dei campi creativi più cari e celebrati di New York”, ha dichiarato Shannon R. Stratton, capo curatore. “Abbiamo selezionato un gruppo di oggetti che abbracciano l’artigianato, il commento culturale e il pensiero critico nelle pratiche della moda. In linea con la dedizione del MAD nella ricerca del “processo” nello studio delle arti moderna e contemporanea, queste mostre evidenziano come la moda, un ambito espanso dell’artigianato, funge da piattaforma per artisti e progettisti per esplorare modi di fare dell’abito il portatore dell’espressività e della responsabilità sociale – dal progetto al prodotto.”

“Counter-Couture: Handmade Fashion in an American Counterculture” mostra vestiti, gioielli e accessori di produttori americani che hanno creato la realtà che hanno desiderato, ai margini della società e tuttavia al centro di uno spostamento epocale. Le opere esposte riflettono l’ethos di una generazione ‘contro’ che, sullo sfondo della guerra del Vietnam e del movimento dei diritti civili, hanno rifiutato gli ideali del sogno americano, radicati nel consumismo e nel conformismo, e messo in questione una classe politica impegnata nel mantenimento dello status quo. Hanno abbracciato la visione di una nuova civiltà familiare radicata nell’auto-espressione, nella fiducia in se stessi, in un connessione con la natura e idee d’amore e di comunità opposti ai valori della famiglia nucleare tradizionale.
“Quando avevo quindici anni, ho trovato una copia del libro Native Funk & Flash di Alexandra Jacopetti Hart”, ha dichiarato il curatore Michael Cepress, “che mi ha portato a dedicare più della metà della mia vita a ricercare un periodo storico che trovo profondamente ispiratore. “Counter-Couture: Handmade Fashion in an American Counterculture” rappresenta il culmine di quella ricerca. La mostra “condivide il flusso vitale di passione, idee e di artisti attivisti che hanno scelto la moda per contribuire a creare un mondo migliore per tutti”, ha dichiarato Cepress.

“Artisti come Kaisik Wong e The Cockettes hanno messo l’artigianato e la lavorazione a mano al centro della loro rivoluzione quotidiana”, ha affermato l’assistente curatrice Barbara Paris Gifford, “indossando indumenti, gioielli e accessori personali non solo come forme di arte indossabile, ma anche come simboli inestricabili delle loro alleanze personali e politiche. Ogni artista si è comportato come celebrante e autore del movimento della controcultura americana.” Gli artisti rappresentati nella mostra a fianco di Wong comprendono Birgitta Bjerke (100% Birgitta Bjerke), Alexandra Jacopetti Hart, Alex e Lee, Apple Cobbler (Mickey McGowan) e Dina Knapp.
Il progettista di San Francisco, Kaisik Wong, ha evocato diverse culture, tempi ed estetiche nelle sue sagome scultoree, trasformando il corpo in un carapace eccessivo e iridescente. L’Art Nouveau, le religioni orientali e il misticismo antico riecheggiano in tutte le sue notevoli creazioni. La sua lista di clienti comprendeva artisti e personalità come Tina Turner, Elton John, Dodie Rosekrans e Ann Getty. Salvador Dalí ha celebrato le complessità e il surrealismo dello stile di Wong, commissionando la serie “Ray” (1974.

 

"Counter-Couture: Handmade Fashion in an American Counterculture", MAD, New York, 2017. Alex and Lee, 1974. Photo by Jerry Wainwright for Native Funk and Flash

Alex and Lee, 1974. Photo by Jerry Wainwright for Native Funk and Flash

100% Birgitta (Birgitta Bjerke), una hippie globetrotter svedese è arrivata negli Stati Uniti nei primi anni ’70, via Inghilterra, Francia e Ibiza. I suoi patch-work colorati, che combinano un senso caleidoscopico del colore con l’umorismo, l’ostentazione e la vestibilità, le permettono una facile transizione nella controcultura della zona della baia di San Francisco. I suoi vestiti si possono vedere a Parigi così come sulle spalle dei The Who e dei Grateful Dead.
Alexandra Jacopetti Hart si è unita a una cultura fiorente di poeti, musicisti e artisti del periodo Beat negli anni ‘60. Le droghe psichedeliche, gli esperimenti di vita comunitaria e l’esplorazione spirituale alimentarono la sua voce creativa. Nel 1974, ha scritto il libro Native Funk & Flash, da cui è partita questa mostra. Dopo la pubblicazione, ha fondato Folkwear Patterns, una società internazionale di abbigliamento e abbigliamento vintage. Il suo abito afgano Nomad (1975), fatto di tenda una teatrale sbiadita, filo di seta antico e filo metallico, è esemplare del suo lavoro.

Alex & Lee hanno utilizzato oggetti trovati nei loro pezzi di gioielleria elaborati per riflettere il credo hippy anti-materialistico di riciclaggio e riuso. Incorporando regolarmente pietre, minerali, conchiglie, artigli, piume e anche pellicce di scimmie, creano gioielli come una forma d’arte che risuona della rivoluzione sperimentata dalla disciplina negli anni Sessanta.
Apple Cobbler (Mickey McGowan) ha visto la calzatura come un territorio creativo inesplorato e si è avvicinato al suo medium come artigiano, usando volontariamente materiali non animali e lavorando su un paio di scarpe alla volta. Le suole in schiuma a strati multicolori e le strutture flessibili del tessuto sono state particolarmente apprezzate dai batteristi rock californiani che hanno abbracciato la loro comodità, flessibilità e stile.

Dina Knapp era parte di un gruppo di studenti dell’Istituto Pratt di New York che, alla fine degli anni ‘60, hanno rivolto la loro attenzione all’abito, usando l’uncinetto come veicolo per l’espressione artistica. Il multicolore Beret e Rasta Tam, esempi del suo primo lavoro, riportano la bandiera giamaicana e sono stati diffusi dal musicista Bob Marley, che ha indossato una delle sue creazioni per tutta la sua vita.

 

 

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Last modified: 8 giugno 2017