Dalla cenere al mattone

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Dalla cenere al mattone

Due giovani ingegnere palestinesi trasformano i resti del conflitto delle loro terre in un prodotto per la ricostruzione resistente, economico ed ecocompatibile. E puntano a creare una vera fabbrica grazie a Indiegogo

L’idea di utilizzare la cenere e le macerie che si trovano in abbondanza sulle terre della Striscia di Gaza è venuta a Majd Al-Masharawy e Rawan Abddllaht, due giovani ingegnere civili laureate all’Università islamica di Gaza che hanno dato vita al mattone GreenCake. Ridurre tempi e costi è oggi una necessità per ogni azienda in ogni parte del globo, ancora più pressante se ci si trova in un luogo che vive in guerra da dieci anni, in costante assedio e soggetto a blocchi e controlli imposti da Israele per vigilare sulla costruzione di tunnel o sull’importazione di armi da parte di Hamas. Ad aggravare la situazione c’è poi la domanda crescente di mattoni per la ricostruzione delle case distrutte dai bombardamenti, a fronte di fondi governativi insufficienti. Pensare di utilizzare quanto c’era a disposizione è stato il primo passo per Majd e Rawan, che hanno messo a frutto il loro intuito e le loro competenze per trovare la giusta miscela per realizzare un prodotto di buona qualità.

Il loro ingrediente segreto, scovato dopo oltre sei mesi di ricerche, è stata la cenere – nella Striscia di Gaza se ne producono oltre sette tonnellate a settimana – grazie alla quale i nuovi mattoni di GreenCake pesano e costano la metà di quelli tradizionali, oltre a essere più resistenti (soprattutto al fuoco). Il primo passo verso la produzione è avvenuto grazie all’incubatore per startup Mobaderoon III, che ha permesso di stabilire i contatti giusti per realizzare il primo prototipo. Il piazzamento al 70 posto (su oltre 5.000 partecipanti) tra i finalisti del concorso del MIT di Boston dedicato alle migliori startup arabe ha dato nuovo impulso a GreenCake mentre la vincita del primo premio al concorso Japan Gaza Innovation Challenge nell’agosto 2016 ha motivato ancora di più le due giovani palestinesi a perseguire la propria impresa, fino a realizzare la prima costruzione in mattoni a Gaza, nel settembre 2016. Un percorso in ascesa la cui ultima tappa è stata il lancio di una campagna di finanziamento su Indiegogo, con l’obiettivo di raggiungere 55 mila dollari per migliorare il proprio prodotto, promuoverlo e acquistare nuovi macchinari per velocizzare la produzione e soddisfare le tante richieste.

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Carlo Ratti

Nasce a Torino nel 1971.
Si laurea in Ingegneria al Politecnico di Torino e all’École Nationale des Ponts et Chaussées di Parigi nel 1995; consegue un Master of Philosophy in Environmental Design in Architecture alla University of Cambridge nel 1996, oltre a un PhD nel 2001. Nel 2002 fonda lo studio Carlo Ratti Associati a Torino.
Insegna al MIT dove dirige il SENSEable City Lab, da lui fondato nel 2004.
È coautore di oltre 500 pubblicazioni e ha scritto per  The New York Times, The Washington Post, Financial Times, Scientific American, Il Sole 24 Ore, Il Corriere della Sera, Domus. Ricopre gli incarichi di copresidente del World Economic Forum Global Future Council su Città  e Urbanizzazione e di consulente speciale presso la Commissione Europea su Digitale e Smart Cities.

Last modified: 7 marzo 2017